Du 30
Design: Gastone Rinaldi

Info
Anno:
2013
Produzione:
Poltrona Frau
Progettata nel 1953 per Rima, e dal 2013 ri-edita da Poltrona Frau, la sedia Du 30 rappresenta in questo periodo il vertice della ricerca metodologica di Gastone Rinaldi e un’icona assoluta del disegno industriale italiano, consacrata nel 1954 dal premio del primo Compasso d’Oro.
Profilo Tecnico e Innovazione
Il modello realizza in modo magistrale l’obiettivo di convertire una superficie piana in una scocca tridimensionale autoportante capace di costituire sedile e schienale in un unico pezzo. La struttura è ricavata da un singolo foglio di lamiera metallica sagomata e stirata, i cui lembi si congiungono sotto la seduta per formare una “costola” centrale di irrigidimento. Le gambe, formate da due elementi appaiati, sono fissate a questa nervatura e al fondo del sedile tramite viti e l’interposizione di mezzi elastici, evitando il ricorso alla saldatura a punti.
Filosofia Progettuale e Influenze
Du 30 nasce da una riflessione sulle produzioni americane di Charles Eames, reinterpretate da Rinaldi attraverso soluzioni empiriche dettate dalle limitazioni tecnologiche proprie delle piccole industrie italiane dell’epoca. Il designer risolve il problema di ottenere una sufficiente rigidità strutturale attraverso la piegatura della lamiera. La scocca è completata da un’imbottitura in gommapiuma e da un rivestimento che, nelle prime versioni, impiegava il tessuto plastico Flexa (consigliato da Gio Ponti per la sua adattabilità), cucito direttamente lungo il profilo della lamiera.
Ricezione Critica e Successo Storico
Nel 1954 la giuria del Compasso d’Oro premia Du 30 per la sua «forma e struttura essenziali», definendola espressione di una produzione «vivace e brillante» capace di integrare con gusto l'arredamento moderno. La validità estetica è confermata dal fatto che il prospetto della sagoma, rielaborato graficamente da Albe Steiner, viene scelto per la copertina del primo numero della rivista Stile Industria nel giugno 1954. Esposta alla X Triennale di Milano, la sedia è oggi considerata un punto di riferimento nella sua capacità di fondere rigore tecnico, economia produttiva ed eleganza formale.




